Questa è una proposta per salvare dal fallimento e da manovre infauste il Paese in cui viviamo.
E’ una soluzione tecnica, concreta, conveniente, priva di rischi, implementabile in pochi mesi, indipendente da qualunque visione del mondo e sistema di valori, giusta da qualunque punto di vista per cui la giustizia debba essere uguale per tutti.
Si tratta di un metodo per azzerare l’evasione fiscale: oltre 300 miliardi ogni anno a fronte di un debito pubblico di 2000. Molte volte tutte le manovre che patiamo e siamo altrimenti condannati a subire.
Questo metodo si basa su una semplice evoluzione del contante, realizzabile tramite l’adattamento di tecnologie innovative già in corso di diffusione.
Il modo oggi più comodo, accattivante e sicuro è sviluppare il contante in un formato elettronico da allocare sui moderni telefoni cellulari (meglio quelli dotati di tecnologia NFC) capaci di comunicare direttamente senza ricorrere alla rete.
Si elimina tutta l’evasione, compresa quella criminale, senza per questo legalizzare la criminalità e, anzi, rendendo più facile contrastare almeno quella grossa, e senza tracciare minimamente le transazioni.
È giusto. È indispensabile. È praticabile. È tecnicamente già fattibile. Non sussistono controindicazioni di sorta. Oltre a non dare problemi, offre benefici aggiuntivi enormi.
Possiamo farcela.
E’ possibile, ma è necessaria una legge che imponga la totale sostituzione del vecchio contante con questa nuova forma. I politici collusi e corrotti non lo faranno mai spontaneamente: c’è bisogno di una mobilitazione forte, personale e collettiva.
Non si tratta di sposare ideologie o opinioni. Basta chiedere a chiunque governi di adottare questo metodo: firmare una legge di iniziativa popolare e imporne la adozione a qualunque governo con la mobilitazione.
E’ una battaglia che si può, che si deve vincere. Ma c’è bisogno di te.
Chiunque tu sia, interpella direttamente la tua dignità, la tua volontà di non disperare a priori.
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Ma non si può vietare la libera circolazione e non uscire dall’euro.
Con la libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi, la libera circolazione dei capitali è una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea. La realizzazione della libera circolazione dei capitali, con decorrenza dal 1° luglio 1990, rappresenta la prima tappa dell’Unione economica e monetaria culminata con l’introduzione dell’euro.
vedendo questa trasmissione interessante in cui si parla del no cash day e della eventuale riduzione dei pagamenti in contanti, mi e’ sembrato ovvio segnalartela
http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50241382
ho sbagliato il tasto Replica, mi indirizzavo all’amministratore
Ma, infatti, Maria: non la si vieta! Negli approfondimenti e mi pare anche nelle FAQ è abbondantemente spiegato: si vieta solo un formato, non la libera circolazione dell’Euro, semplicemente quella del vecchio contante, ma sostituendone un nuovo formato, sempre di contante, sempre euro, finché ci si resta (il che non c’entra nulla). Nessuno, giustamente, ha nulla da obiettare sul fatto che si vieterebbe la libera circolazione permettendo solo bancomat e carte di credito (ma ben altre e giuste obiezioni sì) e ha ragione di non farlo: la divisa resta la stessa e può circolare liberamente. A maggior ragione in questo caso, in cui resta addirittura il contante tale e quale, solo in un formato migliore.
Non so chi conosca i trattati attinenti alla lettera, ma la sostanza è senz’altro la stessa per cui, se proprio ci fosse qualche codicillo che imponesse il formato cartaceo e metallico (bada, non che sia lo stesso ovunque, ma che debba circolare in quella forma), non c’è nessun problema per nessuno Stato europeo, né per la BCE, a modificare con urgenza la cosa. Anzi, con quel che gli facciamo risparmiare (hanno le idee piuttosto chiare di quanto possa costargli il “salvataggio” e il conseguente fallimento del nostro Paese), appena lo sapranno, soprattutto gli Stati dove l’evasione non è altrettanto forte (guardacaso solo la Grecia), avranno un grande interesse a spingerci e incontreranno meno resistenze a implementare da loro questa cosa che, anche laddove l’evasione non esistesse affatto, sarebbe comoda e conveniente.
Non sono così sicura che non ci sarebbero problemi con l’Europa. L’imposizione di uno strumento alla frontiera per poter spendere in Italia non è in contraddizione con quello che si intende per libera circolazione della valuta?
Ci fosse qualche “codicillo” sarebbe forse utile appurarlo prima, perchè, nel caso, dubito sarebbe così facile e automatico “modificare con urgenza la cosa”.
(Io commento la faq “Che succede alle banche…” ma vedo che il commento viene pubblicato in corrispondenza del post “Salviamoci”: lo segnalo, spero non sia un errore mio)
Non ci sarebbe imposizione di uno strumento alla frontiera, solo l’impossibilità di spendere il vecchio contante congiunta alla convenienza e possibilità di cambiarlo in qualunque momento con uno strumento più comodo, se non se ne dispone già. Ci sono tutti i modi, alcuni sono descritti nel penultimo paragrafo di “Faq e controbiezioni” (appena si riesce li mettiamo tutti nella barra laterale e li miglioriamo, ma già così si capisce). Lì si parla anche delle norme antiriciclaggio, perché la questione è stata finora sollevata nell’ottica che i turisti vogliano alimentare il contrabbando di contante da parte della criminalità, ma per un normale turista è assurdo, ovviamente. Per quelli che vengono in Italia come tali bastano le tessere descritte, dove posson caricare tutti i loro contanti. Per quelli che vogliono poter incassare qui c’è sempre la possibilità in ogni momento di dotarsi gratuitamente di un apparecchio idoneo, da collegare a qualunque suo deposito, straniero ma anche locale, per chi lavora qui o semplicemente lo desidera.
In quanto al codicillo, fra le cose da fare verificarne l’esistenza non mi pare fra le più urgenti. A parte che è sommamente improbabile che le norme europee impongano l’uso del vecchio contante, invece che l’esclusività di quel formato per i pagamenti accettati in forma cartacea e metallicamente monetaria (fra l’altro in certi casi), senza che verosimilmente sia stata prevista, dunque nemmeno proibita, l’eventualità di proibire un vecchio formato, non vedo come possa essere un problema. Chiaramente la questione è solo di apparenza formale, la valuta resta l’euro e ogni nazione europea ha assolutamente bisogno del nostro non fallire. Non ce ne sono probabilmente altre con una tale influenza della criminalità, dunque costretto il nostro governo non possono esserci problemi di ostruzionismo rilevante in sede europea, anche nell’ipotesi remota che il problema ci fosse, oltre a non esserci un senso. Se proprio dovesse vincere l’amore per l’assurdo, questa è una ragione per aprire contenziosi molto più valida di quelle solitamente aperte (vedi quote latte) e mai e poi mai delle sanzioni, già implausibili, potrebbero superare i guadagni, Senza contare che, visto che oggettivamente è l’unico modo per salvarci, oltre che uno per fare certamente più di un po’ di giustizia, questo sarebbe senz’altro un ottimo motivo per uscire dall’Unione Europea (non è qui il caso di discutere di uscirne o meno: finché l’Europa non vuole imporci di farla fallire per una vuota formalità, non c’entra).
Ah, maria… pensa che c’è una FAQ apposita sui turisti, appunto, anche se non ancora riversata nella barra laterale se non nell’articolo che le comprende tutte. Questo problema è stranissimo, che in tanti anni di internet non ho mai visto accadere. Per velocità chi ha messo su il sito si è avvalso di una piattaforma (wordpress, non l’ottimo software omonimo, ma il servizio della piattaforma), per cui sarà difficile intervenire. Fra le moltissime cose da fare, c’è anche da verificare questo problema, appena possibile. Ti chiedo scusa per il disagio, ma abbiamo ancora forze e capacità estremamente limitate. L’importante è riuscire a dialogare; appena possibile cercheremo di provvedere, ma le cose da fare sono davvero tantissime e le forze estremamente limitate.
Maria, stranissimo: ho provato, mentre qualcun altro pubblicave le altre FAQ (sia resa grazie), ho commentato l’articolo sulle banche come me e anche come utente non loggato ed è uscito tutto. Se riprovi lì, facci sapere se il problema lì persiste, altrimenti nessun problema: bello che ci siano commenti anche su questa nuova homepage, servono a rompere il ghiaccio, e i tuoi sono fra i migliori, a mio avviso.
Pure col dovuto beneficio del dubbio concessomi (cercherò di recuperare i testi di diritto europeo per indagare), segnalo che la libera circolazione dei capitali NON significa libera circolazione di valuta cartacea e/o metallica (ovvio che sono collegati, ma non sono tanto coincidenti da risultare essere la stessa cosa). Se pure banconote e monete sono la versione fisica del capitale, quello che il concetto di libera circolazione del capitale vuole dire è che un Paese europeo non può imporre vincoli sul passaggio di “valori” da uno Stato all’altro (si tratti di tasse, balzelli, divieti vari). Il mezzo con cui il capitale si muove non è direttamente citato, salvo nelle norme che dichiarano che l’Euro è la valuta ufficiale dell’Unione Europea (e le norme che ovviamente riguardano la forma/misura/colori/fattura del conio). Come detto prima, prendete queste mie parole con le dovute precauzione (la mia conoscenza del diritto comunitario è arrugginita quanto la carrucola del mio stenditoio), ma dubito sinceramente che esistano norme che impongano di usare l’euro cartaceo/metallico per transazioni economiche. Anche perché una qualunque carta di credito violerebbe una norma del genere.
Certo però che se uno Stato vietasse di usare la moneta in versione fisica, potrebbe entrare quanto meno in una zona grigia legislativa (sempre che effettivamente non ci siano normative esplicite): d’altra parte, l’Unione Europea sarebbe informata per tempo di una mossa simile e potrebbe esprimere i suoi dubbi o suggerimenti e comunque nulla dice che non accetterebbe mai una soluzione come quella proposta da questo sito. L’Italia è uno degli anelli deboli dell’economia continentale, se effettivamente Commissione e Consiglio dovessero ritenere questa proposta utile a risollevare le sorti europee, c’è la possibilità che possano agire sulle norme di eventuale intralcio.
Saluti.
E l’ultima parte del mio messaggio corrispondeva ad alcune cose dette da Efraim in un suo commento. Imparerò mai a leggere attentamente?
Ma ben venga! Sia messo agli atti che Kenneth (sperando sia amico di maria, così non dubita sia un troll) non è a mio libro paga, anzi, che io sappia, pur potendone vedere l’email in quanto amministratore di questo sito, non credo di avere l’onore di conoscerlo, né mi risulta abbia dato il “mi piace” o si sia iscritto al gruppo, né al forum, né partecipi altre forme di sostegno e diffusione di questa proposta di cui sono a conoscenza.
Felicissimo di concordare, Kenneth, e molto meglio se qualcuno supporta quelle che sono solo illazioni e supposizioni (per quanto a mio avviso a dir poco fondate). Sarebbe bello sapere cosa pensi della proposta nel complesso, se la trovi giusta e fattibile e, se condividi il parere sulla sua convenienza e attuale necessità per la possibilità di non fallire (con ciò che sicuramente comporta per tutti), sarebbe favoloso unire le forze!
Se c’è qualcuno che ha una conoscenza, per quanto arrugginita, di diritto ed è disposto a fare qualcosa – oltre, si spera, a spargere la voce – siamo a cavallo!
Il fatto è che si darebbe un potere tale agli istituti di credito che in pochi anni renderebbero il mondo un pianeta di schiavi.
Tutt’affatto spazzolone: o non hai capito, o non hai capito. In questo modo niente e nessuno dà né può dare più potere agli istituti di credito, pur senza danneggiarne con questo gli interessi (si può essere dell’idea che contrastarli sia prioritario eppure sostenere questa proposta perché equa, giusta e tendenzialmente atta a risvegliare dall’abulia pur sapendo che nel computo costi/benefici, quantomeno, le banche e simili avrebbero da guadagnarci quanto tutti, anche se impossibilitate a evadere come ora, visto il destino che le attende – che sarà pure la collettivizzazione delle perdite, ma non fa piacere a nessun banchiere):
- i depositi non sono necessariamente bancari, anzi, ma solo per chi lo vuole.
- anche per chi lo vuole gli istituti di credito non hanno nessun controllo sulle transazioni, né possono vederle, né determinare, bloccare o altro l’acquisizione dei redditi.
Se riformuli l’obiezione con gli operatori telefonici è uguale (si può allo stesso modo rimuovere la SIM) e coi governi non cambia praticamente nulla (possono al limite, se dittatoriali, bloccare gli incassi di qualcuno ma, finché restano altri la cosa è facilmente aggirabile e, se provano a generalizzarla, è semplicemente un suicidio).
Rileggi la proposta cercando di capirla, magari, oppure prova a trovare una sola ragione non dogmatica per sostenere che abbia significato la tua obiezione. Se lo fai grazie, non solo a parole.
Ho desiderio di essere un vostro collaboratore, anche perchè sono stato uno dei primi a mettere l’Italia dentro un salvagente. In questi anni ho fatto dell’incheste e una ricerca per capire come e quando l’individuo rischia di perdere l’etica i risultati sono imbarazzanti. Ho un documento da me redatto che avrei voglia di farvi leggere. Aspettando vostre notizie vi auguro buona giornata. Fabio Lorenzini
Caro Fabio, scusa il ritardo. Va benissimo. Puoi contattarci alla email salviamitalia@gmail.com